Radici

“C’è un bambino che sale un cancello

ruba ciliege e piume d’uccello

tira sassate non ha dolori

volta la carta c’è il fante di cuori”

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Lasciare la città per tornare nella mia montagna. Tornare anche per poco, anche solo per seguire le orme di cinghiali e caprioli che mi accompagnano ancora una volta dentro sentieri nascosti, familiari e sicuri dove posso ritrovare sempre il senso profondo del tempo e dello spazio. Fermare il tempo restando in silenzio. Querce, faggi, scoiattoli e poiane. Piume di fagiano, voli di ghiandaie, istrici impaurite, tramontana. Le mie radici stanno qua. Stanno sotto a questo castagno dove i miei nonni ragazzini si baciarono per la prima volta tanti anni fa. Stanno nei canti popolari, nelle poesie recitate a memoria, nelle fiabe sussurrate la sera da vecchi montanari  seduti davanti ad un camino con in mano un bicchiere di vino rosso. Stanno dentro a queste grotte dove tra pipistrelli, umidità e rabbia dormivano, resistevano e lottavano uomini liberi non ancora ventenni.

Come una volta sono di fronte al torrente. Mi inginocchio e lascio riposare le mani nell’acqua. Da piccolo mi dicevano che era pericoloso. Dovevo fare attenzione alle vipere. Mia nonna spaventata mi chiamava ogni volta a gran voce dalla strada. Io però ero già troppo lontano. Le mie mani lasciavano partire barchette di carta ed io immaginavo spiagge esotiche dove poi sarebbero arrivate. Ricordo il mio primo tuffo. Ricordo una lontana sensazione di proibito, di paura e di libertà. Un giorno poi finalmente la convinsi a venire con me. Quel pomeriggio d’estate vicino alla cascata finalmente baciai quelle labbra umide e tremanti. E chissà adesso lei come sta, chissà come ricorda. Sempre qua ho fumato la mia prima sigaretta. Ti ricordi Francesco? Eravamo seduti sul masso vicino al ponte. Eravamo come al solito lontano dagli occhi indiscreti del paese, lontano dalla morale sterile degli altri provando inutilmente anche quel giorno a sentirci un po’ più grandi e più maturi.

In questo torrente ho preso anche la mia prima trota.
-nasconditi bene, non farti vedere! Mettiti dietro alla roccia, vicino alle felci, così, bravo il mio bambino, ora lancia e aspetta.
-Nonno nonno eccola, l’ho presa!! Ma quanto tira, è una supertrotagigante! Nonno, sai, stasera vorrei che tu mi tenessi come un tempo la mano, vorrei che mi raccontassi un’altra storia. Mi mancano le tue storie. Però non preoccuparti, tornerò sempre nella tua montagna e troverò come un tempo nel nostro nascondiglio segreto, sotto alle foglie colorate di scuro un altro porcino. Poi nonno sai cosa farò? Mi perderò dimenticandomi del giorno dentro al bosco di abeti, amerò l’estate che per me ha ancora il sapore di fragole e di more raccolte insieme a te, correrò sudato come da bambino nel prato di narcisi dietro ad un pallone, mi sporcherò le mani con la terra bagnata e sentirò sempre nelle vene un dolcissimo odore di casa.

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32 pensieri su “Radici

  1. “mi sporcherò le mani con la terra bagnata e sentirò sempre nelle vene un dolcissimo odore di casa.”
    E’ una sensazione che placa questa!

    Ti sorrido
    gb
    Felice di averti scoperto!

  2. Che belle immagini ed emozioni lasciano queste parole.
    Capisco la sensazione del ritorno alla Montagna, nonostante il mio sangue sia diluito con il mare, ogni volta che mi allontano da qui e non vedo più le montagne che mi abbracciano mi sento persa.

    Grazie!

  3. La natura, i ricordi, gli affetti, i profumi, i sentieri percorsi dalle nostre gambe che sono poi quelli battuti dalla nostra anima.
    Emozioni pure le tue.
    Bello tu le abbia condivise.
    Dolce nuovo giorno!

  4. “Nonno, sai, stasera vorrei che tu mi tenessi come un tempo la mano, vorrei che mi raccontassi un’altra storia. Mi mancano le tue storie. Però non preoccuparti, tornerò sempre nella tua montagna e troverò come un tempo nel nostro nascondiglio segreto, sotto alle foglie colorate di scuro un altro porcino. Poi nonno sai cosa farò? Mi perderò dimenticandomi del giorno dentro al bosco di abeti, amerò l’estate che per me ha ancora il sapore di fragole e di more raccolte insieme a te, correrò sudato come da bambino nel prato di narcisi dietro ad un pallone, mi sporcherò le mani con la terra bagnata e sentirò sempre nelle vene un dolcissimo odore di casa. ”

    Meraviglioso!
    Un saluto

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