Tradimento

“…mia madre mi disse:
non devi giocare con gli zingari nel bosco;
ma il bosco era scuro, l’erba già alta,
dite a mia madre che non tornerò”
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 Salto su un carro merci in corsa con la mia disarmante e infantile curiosità. Sento lo scricchiolare rassicurante del vecchio legno. Odore di rischio, coraggio, libertà. Un predicatore cieco canta un gospel e mi invita a seguirlo. Mi promette strade più sicure e meno polverose. Pepite e risposte. Mi spiace amico ma non lo posso fare. Devo continuare da solo. Alla ricerca di qualche dio, di qualcosa in più, di un altro treno. Lontano come al solito dalla legge del branco. Sorpreso e fragile come un tempo di fronte ad una carezza. Duro e impassibile guardando desolato la tua boria. Refrattario all’incanto dei tuoi regali d’oro. Non ho paura, no, ho solo bisogno di guardarmi in faccia e di scrivere su carta da pacchi consumata e gialla i deliri per le mie notti. Inseguo il mio sogno. Corro verso una nuova frontiera e ripenso per un attimo al giorno in cui una zingara a Granada davanti all’Alhambra mi lesse la mano. Mi promise una famiglia, un cane e una stella polare da tenere in tasca. Avevo diciannove anni, tasche bucate e giravo la Spagna in treno con uno zaino in spalla. Avevo tante stupide idee per la testa. Adesso me ne sto qua con altri sogni e con tante altre stupide idee per la testa. La distinzione tra fantasia e realtà non è affatto necessaria per i miei fini. Se solo tu la smettessi di giudicare ciò che non conosci. Rispetta le mie idee Apapaia. Sì, lo so, ti ho delusa. Lo avevo messo in conto e non posso farci niente. Io non sono e non sarò mai quello che tu vuoi che io sia ma se solo avrai la voglia di ascoltarmi magari un giorno conoscerai qualcosa di me che nessuno ha mai conosciuto. E’ vero, sono cambiato e tu non mi riconosci più. Lo vedi nel mio sguardo. Lo leggi nelle mie parole. Lo vedo nella tua paura. Finalmente orgoglioso delle mie insicurezze, dei miei dubbi, degli sbagli che ho fatto, della mia bellezza. Sei dolce quando menti. Sono più forte di te mentre piango, mentre rido, mentre inciampo, mentre vivo. Non posso fare altro. Ogni notte ti tradirò e tradirò chiunque voglia continuare ad amarmi. Ti tradirò per cercarmi più in fondo, per recuperare l’essenza delle cose, per affrontare gli angoli oscuri e primitivi della mia mente. Fatti avanti allora, non aspettare, sono qua. Graffiami, manda in frantumi il mio fragile vaso di parole vuote, inchiodami alle mie contraddizioni, mordi le mie labbra fino a vederle sanguinare e poi vai via. Non ti fermerò. E poi torna se te la senti. Torna con semplicità, senza rancore, senza supponenza, senza quel bisogno inutile di volermi cambiare, torna soltanto per sentire il mio odore ed io grazie a te cambierò, incrinerò le mie certezze, impazzirò.  Torna senza aspettative, senza recinti, senza il timore di esser giudicata, senza regole. Torna e io ti ascolterò come la spiaggia ascolta i desideri più nascosti delle onde. Torna e dammi le mani. Avrai in cambio dolcezza, comprensione e verità. Torna e dimmi finalmente chi sei.

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27 pensieri su “Tradimento

  1. Bella! Mi piace che hai preso il La da una bellissima canzone dell’Amico Fragile (il Faber) e poi sei andato avanti, mischiando, all’interno dello scritto, altre parti della canzone!
    Ottimo lavoro.

  2. “Il pensatore tradisce. Il pensatore non promette nulla fuorché di restare un pensatore”. Il Signor K. di Brecht. La bellezza del pensatore sta nella contraddizione, nei dubbi, nella sua “materia sensibile” (alla maniera di Diderot) così imperfetta e vera da ammettere la possibilità di denudarsi totalmente per essere ciò che è e che ancora non sa di essere. Stupendo è respirare l’istante che esprimi attraverso l’odore, le mani, la spiaggia che ascolta i desideri del flusso, per concludere con “Torna e dimmi finalmente chi sei”. Proprio lì sento lo svuotamento, senza parole, dell’essenza nella sua semplicità. Non dire ma finalmente essere. Meravigliosa pazzia!

  3. ho avuto un fremito quando ho letto. … ”E poi torna se te la senti. Torna con semplicità, senza rancore, senza supponenza, senza quel bisogno inutile di volermi cambiare, torna soltanto per sentire il mio odore ed io grazie a te cambierò, incrinerò le mie certezze, impazzirò. Torna senza aspettative, senza recinti, senza il timore di esser giudicata, senza regole. Torna e io ti ascolterò come la spiaggia ascolta i desideri più nascosti delle onde. Torna e dammi le mani. Avrai in cambio dolcezza, comprensione e verità. Torna e dimmi finalmente chi sei.”
    cazzo. complimenti.
    E.S.

  4. non ho mai fatto bruciare il cibo nemmeno leggendo Nick Hornby, mi sono immersa in questo post fino a perdermi!!!
    hai risvegliato quella parte di me che è Sally. ti senti un pochino in colpa?? 🙂
    buon settembre
    Sally

    • ma sei impazzita 🙂 cosa stavi cucinando? spero non la panzanella di casa sally! comunque una parte di sally è anche in me e quindi no, non mi sento in colpa nemmeno un po’ 🙂
      grazie per le tue parole e per la tua pazienza nel leggere le mie
      buon settembre anche a te!

      • cucinavo la ricetta per il concorso Iochef 🙂
        non manco di pazienza, ma per leggere le tue pagine devo munirmi di qualche chilo di tempo, nella dispensa dovrei averne una buona scorta e le darò fobdo!
        abbi tempo per volerti bene.
        Sally

  5. Mi è particolarmente piaciuto questo pezzo:

    ”E poi torna se te la senti. Torna con semplicità, senza rancore, senza supponenza, senza quel bisogno inutile di volermi cambiare, torna soltanto per sentire il mio odore ed io grazie a te cambierò, incrinerò le mie certezze, impazzirò. Torna senza aspettative, senza recinti, senza il timore di esser giudicata, senza regole. Torna e io ti ascolterò come la spiaggia ascolta i desideri più nascosti delle onde. Torna e dammi le mani. Avrai in cambio dolcezza, comprensione e verità. Torna e dimmi finalmente chi sei.”

    Lo trovo pieno d’amore ed emozione.
    Mi piace!
    Anche il “Graffiami” non è male 😉

    Complimenti per il blog!

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